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Commiato da Hebron


(Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta)

Ed ecco Ebron fra i suoi monti selvosi e prativi. L'entrata di Gesù in essa è salutata con gridi di osanna dai primi che lo vedono e che, in parte, corrono via a darne l'annuncio per tutto il paese.
Accorre il sinagogo, accorrono i miracolati dell'anno avanti, accorrono i notabili. Ognuno vuole ospite il Signore. Ma Gesù, ringraziando tutti, dice: «No, non sosto che il tempo di parlarvi...
Andiamo perciò alla povera, santa casa del Battista. Che Io saluti anche quella... E' terra di miracolo. Voi non sapete.»
«Oh! sappiamo, Maestro. I guariti colà sono fra noi!...» dicono in molti.
«Molto prima di or è un anno fu terra di miracolo. Lo fu trentatre anni fa per la prima volta, quando la grazia del Signore rinverdì le seccate viscere per farle albero al dolce pomo del Precursore mio. Lo fu trentadue anni sono quando, per opera misteriosa, Io lo presantificai essendo Io e lui due frutti che maturavano in profondo seno. E poi quando al padre di Giovanni Io sciolsi la favella legata. Ma, alle segrete operazioni dell'Incarnato non ancor nato, or sono due anni si allaccia un grande miracolo che voi tutti ignorate. Ricordate la donna che abitava là dentro?...»
« Chi? Aglae? » chiedono in molti.
«Essa. Io l'ho rinverdita, non nelle viscere ma nell'anima essiccata dal paganesimo e dal peccato, e l'ho fatta feconda di giustizia, liberandola da ciò che la teneva, aiutato dalla sua buona volontà. E ve la propongo a modello. Non vi scandalizzate. In verità vi dico che ella è da citarsi ad esempio e da imitarsi, perché pochi in Israele hanno fatto tanta via quanto la pagana e peccatrice per raggiungere le fonti di Dio. »
« Noi la credevamo fuggita con altri amanti... C'era chi diceva che era mutata, che era buona... Ma dicevamo : " E un capriccio! " C'era anche chi diceva che era venuta da Tè per... peccare... » spiega il sinagogo.
« E' venuta infatti da Me. Ma per essere redenta. »
« Abbiamo peccato di giudizio... »
«Per questo Io dico: "Non giudicate" .»
« E dove è ora? »
« Solo Dio lo sa. In aspra penitenza certo. Pregate per sostenerla... Ti saluto, o casa santa del mio Parente e Precursore! La pace a tè! Per quanto ora tu sia sola e desolata, sempre la pace a tè o santa dimora di pace e di fede! » Gesù pone piede, benedicendo nel giardino divenuto selvaggio e si inoltra, fra le erbe invadenti, e costeggiando quelle che una volta erano pergole od ordinate spalliere di lauri e di bossi e che ora sono una scapigliata famiglia di piante fasciate di edere, di vitalbe, di convolvoli che le opprimono; va in fondo, ai resti di ciò che era il sepolcro, e sosta la.
La gente si pigia ordinata e silenziosa in cerchio intorno a Lui.
«Figli di Dio, popolo di Ebron, ascolta!
Perché voi non siate turbati e tratti in inganno di giudizio sul vostro Salvatore come lo foste per la peccatrice, Io vengo a confermarvi e fortificarvi nella fede. Vengo a darvi il viatico della mia parola perché essa resti luminosa in voi nell'ora delle tenebre e non vi faccia Satana smarrire la via del Cielo.
Presto verranno ore in cui i vostri cuori gemeranno le parole del salmo di Asaf cantore profetico, e direte: " Perché, o Dio, ci hai rigettati per sempre? Perché il tuo furore divampa contro le pecorelle da Tè pascolate? " e veramente potrete allora alzare come un diritto di protezione la Redenzione ormai compiuta, e gridare: “ Questo è tuo popolo e Tu lo redimesti! “ per invocare protezioni contro i nemici che ogni male avranno fatto nel vero Santuario dove Dio è come in Cielo, nel Cristo del Signore, e abbattuto il Santo, per prima cosa, cercheranno poi di abbattere le mura di esso: i suoi fedeli. Veri profanatori e persecutori di Dio, più di Nabucodonosor e di Antioco, più dei futuri, essi alzano già le mani ad abbattermi nella loro superbia senza limiti che non vuole esser convertita, che non vuole aver fede, carità, giustizia, e che, come lievito in un mucchio di farina, gonfia e trabocca dal Santuario, divenuto cittadella dei nemici di Dio.
Figli, ascoltate! Quando sarete perseguitati per avermi amato, fortificate il cuore pensando che prima di voi Io fui il perseguitato. Ricordate che essi hanno già nella strozza l’ululo delle loro grida di trionfo, e preparano le bandiere perché sventolino in un'ora di vittoria, e su ogni bandiera sarà una menzogna contro di Me che sembrerò il Vinto, il Malfattore, il Maledetto.
Scuotete il capo? Non credete? Il vostro amore vi è ostacolo al credere... Grande cosa l'amore! Grande forza... e grande pericolo! Sì pericolo. L'urto della realtà nell'ora delle tenebre sarà violento in maniera sovrumana nei cuori che l'amore, non ancora ordinato in perfezione, fa ciechi. Non potete credere che Io, il Re, il Potente, possa essere dato in balìa dei nulla. Non lo potrete credere sopratutto allora, e sorgerà il dubbio: "Era proprio Lui? E se lo era come potè essere vinto? "
Rafforzate il cuore per quell'ora! Sappiate che se “in un momento” i nemici del Santo hanno spezzato le porte, atterrando ogni cosa, e dato fuoco d'odio al Santo di Dio, se hanno abbattuto e atterrato il Tabernacolo del Nome Santissimo, dicendo in cuor loro: “ Facciamo cessare sulla Terra tutte le feste di Dio” perche è festa avere Dio fra voi, dicendo: "Non si vedano più le sue insegne, non ci sia più alcun profeta che ci conosca per quello che siamo" presto, più presto ancora, Colui che ha dato saldezza al mare e stritolate nelle acque le immonde teste dei coccodrilli sacri e dei loro adoratori, Colui che ha fatto scaturire fonti e torrenti e seccare fiumi perenni, Colui di cui è il giorno e la notte, l’estate e la primavera, la vita e la morte, tutto, farà risorgere, come è detto, il suo Cristo, e Re sarà. Re in eterno. E coloro che saranno stati fermi nella fede con Lui regneranno in Cielo.
Questo ricordate. E quando mi vedrete innalzato e vilipeso non vacillate. E quando sarete innalzati e vilipesi non vacillate;
Ho! Padre! Padre mio! Io, a nome di questi che ti sono e mi sono cari ti prego. Esaudisci il tuo Verbo, ascolta il Propiziatore! Non abbandonare alle bestie le anime di quelli che ti lodano amandomi, non dimenticare per sempre le anime dei tuoi piccoli. Abbi riguardo, o Dio buono, al tuo patto perché i luoghi oscuri della Terra sono covi di iniquità dai quali esce terrore per sgomentare i tuoi piccoli. Padre! Oh! Padre mio. L'umile che spera in Te non torni via confuso! Il povero e il bisognoso dian lode
al tuo Nome per l'aiuto che Tu darai loro!
Sorgi, o Dio! Per quell'ora, per quelle ore, ti prego! Sorgi, o Dio! Per il sacrificio di Giovanni e la santità dei tuoi patriarchi e profeti! Per il sacrificio, mio, o Padre, difendi questo tuo e mio gregge! Dagli luce nelle tenebre, fede e fortezza contro i seduttori! Dagli Te, o Padre! Dagli Noi, ora, domani e sempre, fino all'entrata nel tuo Regno! Noi nel loro cuore fino all'ora in cui dove Noi siamo essi siano nei secoli dei secoli. E così sia.»
E Gesù, posto che non ci sono miracoli da compiere, passa fra le file della folla quasi estatica e benedice, uno per uno, i suoi ascoltatori. E riprende ad andare, sotto il sole già alto che gli alberi fronzuti e l'aria montanina rendono sopportabile.



Brani estratti dall’opera “L’Evangelo come mi è stato rivelato“ di Maria Valtorta con il permesso dell’editore Centro Editoriale Valtortiano srl, Isola del Liri (FR), www.mariavaltorta.com al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.





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