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MicroMega

Più micro che mega

MicroMega è la rivista di riferimento degli intellettuali della sinistra italiana che con il pretesto di divulgare scelti argomenti di carattere filosofico, letterario e di costume di note personalità del nostro tempo, cerca di orientare l’attenzione dei propri lettori su argomenti di carattere sociale, non scelti a caso, con il preciso scopo di avvalorare tesi manifestamente di parte. Paolo Flores d’Arcais ne è il direttore. Egli, nell’articolo: “Gesù e Ratzinger tra storia e teologia” pubblicato nel numero 3-2007, e nel recente libro del 2011 “Gesù; l’invenzione del Dio cristiano”, contesta a Josef Ratzinger la veridicità storica di Cristo inteso come Messia, ridimensionandolo al ruolo di un comune Rabbi vittima delle circostanze politico-religiose del suo tempo, mai esistito tantomeno risorto, secondo le ricerche degli storici citati nelle sue opere. Sostiene inoltre che: “la testimonianza che Gesù non si proclamò Messia viene proprio dai Vangeli!”. In compenso, però, espone testi di vangeli e scritti apocrifi, fatti propri e manipolati dalle prime comunità cristiane in lotta tra ortodossia ed eresia, non perdendo occasione di una puntigliosa analisi di frasi e parole che più si prestano a traduzioni imperfette ed ambigue, innestando sospetti di diverso significato, poiché riferiti ad avvenimenti accaduti in un momento storico assai poco documentabile e descritti posticipatamente da testimoni non più contemporanei, di lingua, cultura e religioni diverse! Una ricerca, la sua, tutta finalizzata a sostenere l’inesistenza storica di un uomo vissuto più di 2000 anni fa! Secondo il professor Paolo Flores d’Arcais e l’amico matematico Piergiorgio Odifreddi, che insegnano nelle università con poca saggezza e tanta fariseistica saccenteria: i cristiani sono solo degli ingenui creduloni, vittime di una colossale balla!

San Francesco, madre Teresa, Sant’Agostino e Edith Stein, persone dalle intelligenze non comuni e dai carismi assai diversi, hanno creduto e consumato la loro vita non per fanatismo o stupidità, ma per aver ragionevolmente riconosciuto la grandezza di una Verità superiore; di un gratuito Amore incarnato e testimoniato fino al sacrificio della croce.

Flores, da filosofo quale egli è, delude nel ricorrere alla sua più “rigorosa ricerca scientifica” per tentare di disconoscere l’esistenza storica dell’uomo che è a fondamento della nostra civiltà. Forse lo fa per esimersi dal commentare ciò che più lo tormenta e non vuole ammettere: la ragionevole utilità della fede! Per questo se ne guarda dal commentare la formidabile valenza spirituale, il successo e l’attuale vitalità del cristianesimo che in duemila anni ha innegabilmente cambiato il pensiero, il costume, l’arte e l’anima della cultura occidentale tutta, nonostante le pesanti riserve sull’integrità, manipolazione e strumentalizzazione del messaggio cristiano da lui sostenute, e gli scandalosi episodi perpetrati dalla stessa Chiesa nel corso della storia. Non potendo disconoscere la positiva valenza del Vangelo capziosamente cerca, come aveva già tentato Luigi Cascioli, d’insinuare la fantascientifica ipotesi dell’inesistenza storica di Cristo, e dell’invenzione del cristianesimo operata da altri, non specificati, uomini!

Alla pari di quelli che pretendono di risolvere i problemi dell’esistere con la potenza del raziocinio, Flores, nei suoi universitari simposi della ragione dove la parola “divino” risuona come blasfema, non ammette l’esistenza di una sovrumana matrice a fondamento della cristiana rivelazione. Se il cristianesimo fosse stato partorito da pensiero umano, continuamente rivisto, adattato e manipolato dal potere politico-religioso, come Flores afferma, sarebbe già da molto tempo miseramente fallito!

L'evidenza storica è che nessuna filosofia della ragione finora formulata può lontanamente pareggiare in saggezza alla bontà del cristianesimo. E’ l’Amore che eternamente ci sovrasta! Mai potrà essere eguagliato dalla più acuta speculazione intellettuale dell'umana sapienza. Trascende la nostra naturale conoscenza e, per la salvezza del genere umano, questa provvidenziale "irragionevolezza d’amore" invita l’uomo a percorrere strade nuove, aprendo un orizzonte di speranza alla disperazione e solitudine cui è inesorabilmente condannato con la sola certezza della ragione.


barbadoroce@alice.it

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