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Più micro che mega
MicroMega è la rivista di riferimento degli intellettuali della sinistra italiana che con il pretesto di divulgare scelti argomenti di carattere filosofico, letterario e di costume, di note personalità del nostro tempo, cerca di orientare l’attenzione dei propri lettori su argomenti di carattere sociale, non scelti a caso, con il preciso scopo di avvalorare tesi manifestamente di parte. Paolo Flores d’Arcais ne è il direttore. Egli, nell’articolo: “Gesù e Ratzinger tra storia e teologia” pubblicato nel numero 3-
San Francesco, madre Teresa, Sant’Agostino e Edith Stein, persone dalle intelligenze non comuni e dai carismi assai diversi, hanno creduto e consumato la loro vita non per fanatismo o stupidità, ma per aver ragionevolmente riconosciuto la grandezza di una Verità superiore; di un gratuito Amore incarnato e testimoniato fino al sacrificio della croce.
Flores, da filosofo quale egli è, delude nel ricorrere alla sua più “rigorosa ricerca scientifica” per tentare di disconoscere l’esistenza storica dell’uomo che è a fondamento della nostra civiltà. Forse lo fa per esimersi dal commentare ciò che più lo tormenta e non vuole ammettere: la ragionevole utilità della fede! Per questo se ne guarda dal commentare la formidabile valenza spirituale, il successo e l’attuale vitalità del cristianesimo che in duemila anni ha innegabilmente cambiato il pensiero, il costume, l’arte e l’anima della cultura occidentale tutta, nonostante le pesanti riserve sull’integrità, manipolazione e strumentalizzazione del messaggio cristiano da lui sostenute, e gli scandalosi episodi perpetrati dalla stessa Chiesa nel corso della storia. Non potendo disconoscere la positiva valenza del Vangelo capziosamente cerca, come aveva già tentato Luigi Cascioli, d’insinuare la fantascientifica ipotesi dell’inesistenza storica di Cristo, e dell’invenzione del cristianesimo operata da altri, non specificati, uomini!
Alla pari di quelli che pretendono di risolvere i problemi dell’esistere con la potenza del raziocinio, Flores, nei suoi universitari simposi della ragione dove la parola “divino” risuona come blasfema, non ammette l’esistenza di una sovrumana matrice a fondamento della cristiana rivelazione. Se il cristianesimo fosse stato partorito da pensiero umano, continuamente rivisto, adattato e manipolato dal potere politico-
L'evidenza storica è che nessuna filosofia della ragione finora formulata può lontanamente pareggiare in saggezza alla bontà del cristianesimo. E’ l’Amore che eternamente ci sovrasta! Mai potrà essere eguagliato dalla più acuta speculazione intellettuale dell'umana sapienza. Trascende la nostra naturale conoscenza e, per la salvezza del genere umano, questa provvidenziale "irragionevolezza d’amore" invita l’uomo a percorrere strade nuove da come ha sempre percorso con la superbia del suo raziocinio, aprendo un orizzonte di speranza alla disperazione e solitudine cui è inesorabilmente condannato con la sola certezza della ragione.