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Più micro che mega


M
icroMega è la rivista di riferimento degli intelletuali della sinistra italiana che con il pretesto di divulgare scelti argomenti di carattere filosofico, letterario e di costume, di note personalità del nostro tempo, cerca di orientare l’attenzione dei propri lettori su argomenti di carattere sociale, non scelti a caso, con il preciso scopo di avvalorare tesi manifestamente di parte.

Paolo Flores d’Arcais ne è il direttore. Egli, nell’articolo: “Gesù e Ratzinger tra storia e teologia” pubblicato nel numero 3-2007, impegna il suo non comune ingegno per dimostrare come storicamente insostenibile la figura di Gesù Cristo inteso come il messia, il figlio di Dio atteso dal popolo ebreo, ridimensionandolo al ruolo di un comune Rabbi vittima delle circostanze politico-religiose del suo tempo, mai esistito tantomeno risorto, secondo le ricerche degli storici citati nel suo articolo. Ha esposto con competenza vari argomenti; testi di vangeli e scritti apocrifi fatti propri e manipolati dalle prime comunità cristiane in lotta tra ortodossia ed eresia, non perdendo occasione di una puntigliosa analisi di frasi e parole che più si prestano a traduzioni imperfette ed ambigue, di diverse interpretazioni di manoscritti noti e non, ma di incerta datazione. Innestandovi sospetti di diverso significato, in quanto riferiti ad avvenimenti accaduti in un momento storico assai poco documentabile e descritti posticipatamente da testimoni non più contemporanei di lingua, cultura e religioni diverse! Una teoria interpretativa, la sua, più facilmente sostenibile rispetto a coloro che asseriscono, in tempi più recenti e documentabili, che l’olocausto del popolo ebraico non è mai avvenuto, o che l'uomo non è mai approdato sulla luna.

Delude che per sostenere il suo ateismo, da filosofo quale egli è, ricorra al più rigoroso raziocinio storico-scientifico per tentare di disconoscere ciò che il raziocinio non potrà mai ammettere: la fede. Ciò lo emenda dal menzionare, o commentare, la formidabile valenza spirituale; il successo e l’attuale vitalità del cristianesimo che in duemila anni ha innegabilmente cambiato il pensiero, il costume, l’arte e l’anima della cultura occidentale tutta, nonostante le pesanti riserve sull’integrità, manipolazione e strumentalizzazione del messaggio cristiano da lui sostenute. Non può ammettere l’esistenza di una sovrumana matrice a fondamento della cristiana rivelazione in simposi della ragione dove la parola “divino” risuona come blasfema. Se la "follia" del cristianesimo fosse stata partorita da pensiero umano, continuamente rivisto, adattato e manipolato dal potere politico-religioso, come lui sostiene, sarebbe già da molto tempo miseramente fallita.

L'evidenza storica è che nessuna filosofia della ragione finora formulata, marxismo compreso, può lontanamente pareggiare in saggezza alla bontà del "discorso della montagna" datoci da Cristo. Mai potrà essere eguagliato dalla più acuta speculazione intellettuale dell'umana sapienza. E' l' Amore che eternamente ci sovrasta! Trascende la nostra naturale conoscenza e per la salvezza del genere umano, questa provvidenziale "irragionevolezza", permette percorrere strade nuove e diverse da come l'uomo ha sempre percorso, e che ostinatamente continua percorrere con sempre più nefaste ideologie partorite dalla superbia del raziocinio umano, aprendo un orizzonte di speranza alla disperazione e solitudine cui, inesorabilmente, siamo condannati con le sole, nostre, certezze della ragione.



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