Nuovo Progetto

Vai ai contenuti

Menu principale:

Scienza e fede

La fede è utile alla scienza?

(Domanda rivolta allo scienziato Piergiorgio Odifreddi.)

Secondo lui pare di no: “Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo…per la maggior gloria dello Spirito umano.
Da queste parole, motto di fede del suo sito internet, divulgato nelle Università dove insegna e pubblicato sulla rivista MicroMega, emerge un orgoglioso odio per tutte le religioni e per la Chiesa cattolica in particolare. Non capisco cosa intenda nel dire: "…per la maggior gloria della Spirito umano". Forse l’affascinante esplorazione del creato, l’indagine della materia, lo studio delle leggi fisiche e della natura per conoscere, governare e produrre ricchezza a giovamento del miglior bene qualitativo dell’uomo e del suo vivere. Forse è a questo cui intende riferirsi? Ed è proprio sicuro che la scienza operi per tal fine? Quando l’indagine scientifica è agnostica, superba e narcisisticamente crede in se stessa senza porsi finalità morali delle potenzialità delle sue conoscenze, l’intento: …per la maggior gloria dello Spirito umano, non è sempre nobile come lui asserisce. Infatti, dopo aver scoperto, per esempio, le meravigliose potenzialità delle onde radio, efficaci medicine per guarire da gravi malattie l’umanità, scoperte nuove particelle, mandato l’uomo sulla luna e prodotto armi, esaurisce il suo compito. Per questo la scienza è pagata!

Voi scienziati, come zelanti servitori, avete in passato prostituito la potenza del potere derivante dalla conoscenza al servizio di spietati regimi, oggi a quelli delle lobby massoniche e di potere, di turno. Ricordo a lei, Piergiorgio Odifreddi, che alcuni suoi indegni “colleghi” scienziati di medicina, in un tempo non tanto lontano, hanno provocato atroci sofferenze su uomini, donne e bambini al fine di testare nuovi farmaci o per scientificamente conoscere i limiti umani della sofferenza fisica in raccapriccianti esperimenti eseguiti nei lager nazisti, o la resistenza della psiche umana, al limite della pazzia, nei manicomi comunisti! Ma, come Ponzio Pilato, ve ne “lavate le mani”, il vostro compito è finito e non vi occupate dei problemi etici derivanti dall'uso delle vostre conoscenze. Similmente ad Adamo, quando colse il frutto dall’albero del Bene e del Male, al di sopra del libero arbitrio vi sentite potenti e orgogliosi per misurare la capacità della vostra intelligenza tutta impegnata nella sfida della conoscenza, dimentichi o indifferenti se questa sia eticamente finalizzata. Tanto, come lei sostiene, sono cose riguardanti: "....il posto della religione e della superstizione"!

Se il sommo bene dell’uomo è la vita, la scienza avrebbe il dovere di garantire, oltre la qualità, la continuità nel tempo dell’esistenza della specie uomo sul pianeta terra. Anzi no, voi avete studiato, inventato, fatto ricerche e testato mostruose armi fisiche, batteriologiche e chimiche capaci di annichilire ogni forma di vita, o di cancellare il nostro pianeta Terra dall’universo conosciuto.

Mi limito, nella mia ignoranza, invitarla a meditare parole di Sapienza, quella vera, scritte duemila anni fa da un uomo, come lei, era persecutore della cristiana fede: La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà… (San Paolo)

A lei e a tutti gli uomini di scienza chiedo: Quale teoria, conoscenza, formula matematica la scienza oggi è in grado di elaborare per superare in qualità la proposta di Cristo per il bene dell’uomo?

Una piccola, ignorante, “superstiziosa donna di fede”, Madre Teresa di Calcutta, ha giovato all’umanità più di quanto ci potrà giovare, in futuro, la conoscenza di tante teorie scientifiche.

Morale: la scienza senza la "superstiziosa Carità della fede" è destinata all'irrazionalità, ma "l'irrazionale Carità della fede" rende razionale la scienza!


barbadoroce@alice.it

Torna ai contenuti | Torna al menu