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Dall’ottavo volume de: “Il Vangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta cap. 41 Gesù parla del destino di Israele a quattro giudei a Lui fedeli.
« Io non trionferò per lance ne per spade. Entrate del tutto nella Verità. Io trionferò con trionfo celeste. Tu, ecco ciò che ti fa ancor più pallido e smunto del consueto, sai chi è che ha presentato i testi di accusa contro di Me, i testi che, se falsi sono nel loro spirito, veri sono nella realtà delle loro parole, perché Io in verità ho violato il sabato quando dovetti fuggire, non essendo ancor venuta la mia ora, e quando strappai due innocenti ai ladroni, e potrei dire che la necessità giustifica l'atto così come necessità giustificò Davide per essersi nutrito dei pani della proposizione. In verità Io mi sono rifugiato in Samaria, anche se, venuta la mia ora e propostomi dai samaritani di star presso loro come Pontefice, ho rifiutato onori e sicurezza per rimanere fedele alla Legge, anche se questo vuol dire consegnarmi ai nemici. E vero è che amo i peccatori e le peccatrici sino a strapparli al peccato. E vero è che predico la rovina del Tempio, anche se queste mie parole non sono che conferma del Messia alle parole dei suoi profeti. Colui che fornisce queste e altre accuse, e anche i miracoli li volge ad atto di accusa, e di ogni cosa della Terra si è servito per cercare di trarmi in peccato e poter unire altre accuse alle prime, è un mio amico. Anche questo è detto dal re profeta da cui, per Madre, Io discendo : “Colui che mangiava il mio pane alzò contro di Me il suo calcagno”. Lo so. Morirei due volte, se potessi non impedire che egli compia il delitto - ormai... la sua volontà si è data alla Morte e Dio non violenta la libertà dell'uomo - ma che almeno... oh! che almeno lo schianto dell'orrore compiuto lo gettasse pentito ai piedi di Dio... Per questo tu, Giuda di Beteron ammonivi ieri Mannaen di tacere. Perché il serpente era presente e poteva danneggiare il discepolo, oltre il Maestro. No. Solo il Maestro sarà colpito. Non temete. Non sarà per Me che avrete pene e sventure. Ma per il delitto di tutto un popolo avrete tutti ciò che hanno detto i profeti «. Misera, misera Patria mia! Misera terra che conoscerà il castigo di Dio! Miseri abitanti e fanciulli che ora Io benedico e vorrei salvi, e che, pur innocenti conosceranno da adulti il morso della più grande sventura. Guardatela questa vostra terra florida, bella, verde e fiorita come un tappeto mirabile, fertile come un Eden... Imprimetevene la bellezza nel cuore, e poi… quando Io sarò tornato onde venni... fuggite. Fuggite sinché potete farlo, prima che come rapace d'inferno la desolazione della rovina si spanda qui e abbatta e distrugga e sterilisca, bruci, più che a Gomorra, più che a Sodoma… Si. Più che là che non fu che rapida morte. Qui... Gioele: ricordi Sabea? Ella ha profetato un’ultima volta il futuro del Popolo di Dio che non volle il Figlio di Dio. »
I quattro sono sbalorditi. La paura del futuro li fa muti. Infine parla Eliel : « Tu ci consigli?... »
« Sì. Andate. Nulla sarà più, qui, che valga a trattenere i figli del popolo di Abramo. E d'altronde, specie voi, notabili di esso, non sareste lasciati... I potenti fatti prigionieri abbellano il trionfo del vincitore. Il Tempio nuovo e immortale empirà di sé la Terra e ognun che mi cerchi mi avrà perché Io sarò dovunque un cuore mi ami. Andate. Portate via le vostre donne, i figli, i vecchi... Voi mi offrite salvezza e aiuto. Io vi consiglio salvezza, e vi aiuto con questo consiglio... Non lo sprezzate. »
«Ma ormai... che più deve nuocerci Roma? Dominati siamo. E, se dura è la sua legge, vero è anche che Roma ha riedificato case e città e... »
« In verità, sappiatelo, in verità non una pietra di Gerusalemme rimarrà intatta. Fuoco, ariete, frombole e giavellotti atterreranno, morderanno, sconvolgeranno ogni casa, e spelonca diverrà la Città sacra, e non essa sola... Spelonca questa Patria nostra. Pasto di onagri e di lamie, come dicono i profeti. E non per uno o più anni, o per secoli, ma per sempre. Il deserto, l'arsione, la sterilità... Ecco la sorte di queste terre! Campo di contese, luogo di torture, sogno di ricostruzione sempre distrutto da una condanna inesorabile, tentativi di risurrezione spenti in sul nascere. La sorte della Terra che respinse il Salvatore e volle una rugiada che è fuoco sui colpevoli.»
«Non... non ci sarà dunque più, mai più un Regno d'Israele? Non saremo mai più ciò che sognammo?» chiedono con voce affannosa i tre notabili giudei. Lo scriba Gioele piange...
« Avete mai osservato una pianta annosa dal midollo distrutto dalla malattia? Per anni vegeta stentatamente, tanto stentatamente che non fiorisce ne fa frutto. Solo qualche rara foglia sui rami esausti dice che ancor vi è un poco di linfa che sale... Poi, ad un aprile, eccola fiorire miracolosamente e coprirsi di foglie numerose, e se ne rallegra il padrone che per tanti anni la curò senza frutti, se ne rallegra pensando che la pianta è guarita e torna ad essere rigogliosa dopo tanto squallore... Oh inganno! Dopo tanto esuberante esplodere di vita ecco la subita morte. Cadono fiori, foglie e i frutticini che parevano già allegare sui rami e promettevano pingue raccolto, e con un improvviso scroscio la pianta crolla al suolo marcita alla base. Così farà Israele. Dopo secoli di sterile vegetare sparso, si riunirà sull'annoso tronco e avrà una parvenza di ricostruzione. Riunito alfine il popolo disperso. Riunito e perdonato. Sì. Dio attenderà quell'ora per recidere isecoli. Non vi saranno più secoli, ma eternità allora. Beati quelli che, essendo perdonati, costituiranno la fioritura fugace dell’ultimo Israele, divenuto, dopo tanti secoli, del Cristo e moriranno redenti, insieme con tutti i popoli della Terra, beati con quelli che, fra essi, hanno non solo conosciuto l'esistenza mia ma abbracciata la mia Legge come legge di salute e vita »….
Brani estratti dall’opera “L’Evangelo come mi è stato rivelato“ di Maria Valtorta con il permesso dell’editore Centro Editoriale Valtortiano srl, Isola del Liri (FR), www.mariavaltorta.com al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.