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Tramonto

 
 

Mai come in questo tempo della maturità, che prelude alla vecchiaia, sento quanto è meravigliosa la natura. Forse perché, più frequentemente, mi fermo e volgo lo sguardo verso il cielo. Il silenzioso testimone dell’umana arroganza.

Nel magico momento tra luce e tenebre balena la superba bellezza di un tramonto. Percepisco bellezze insperate, primizie silenziose di radiosi colori e rivivo, finalmente, antiche emozioni quasi dimenticate.

Nell’aria tersa ma non ancora fresca, ad oriente di un estivo cielo sempre più tendente al blu cobalto, emergono le siderali guide dei naviganti e spiccano infuocati, nell’opposta zona, lembi di nuvole che, dalla loro altezza, vedono la luce del sole ormai celato alla mia vista. Sembrano voler suggerire all’anima che l’orizzonte scrutabile, dall’alto, è molto diverso da come appare alla nostra limitata esperienza percettiva d’uomini* che, nel perseguire effimeri ideali e godere meschini beni, in delirio d’onnipotenza d’intelligenza e scienza, ci scopriamo incapaci di stupirci per tanta perfezione e manifesta bellezza che mente umana potrà mai inventare o sperare.

Da superiore cognizione, che illumina inesplorate profondità dell’anima, vacillano le mie ignobili certezze e mi sento felice, come folle idiota, per il fallimento di quanto ho di più prezioso: la ragione. Prigioniero in un limbo mi scopro nudo, inutile e meschino essere crocifisso dalla mia superbia. Reo d’amor non dato.

Nell’incombente notte senza stelle del mio ignoto solo mi trovo a vagare per anguste vie alla ricerca del senso dell’essere. Ma, come ramingo viandante in una squallida e desolata periferia industriale di un sironiano dipinto, ostinatamente negata mi è l’origine e la meta del viaggio.

Allora, quando spento sarà il mio stanco ed errante lume, Tu che dal nulla mi hai tratto, come mio padre in tempi felici faceva, mi accompagnerai con mano sicura attraverso il buio di quell’oscura notte fino all’alba della Conoscenza perfetta. Dove immerso nel Tuo ineffabile, assurdo, Amore, come disse un’illuminata intelligenza, posso solo “tacere, adorare e godere”.

Abbi misericordia di me, se ho dubitato.

barbadoroce@alice.it





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